La carie

Possiamo identificare la Carie come un processo distruttivo, localizzato, dei tessuti duri ( smalto, cemento e dentista) del dente, che si estende in profondità dalla superficie, tale processo è caratterizzato da una lenta ma conseguente decalcificazione e dissoluzione dell’impalcatura organica del dente.

La carie è il processo più frequente del cavo orale e da essa hanno origine molte patologie orali (come pulpite, parodontiti apicali, ascessi ecc.) e dell’organismo in generale.

La carie è una patologia antica quanto l’uomo difatti ne sono presenti tracce sui reperti preistorici dell’uomo di Neanderthal risalenti a 25.000 anni fa.

La frequenza della carie è andata aumentando in modo parallelo all’aumento della civilizzazione e del progresso umano. Oggi la carie è considerata una malattia dell’ era moderna e in gran parte dovuta allo stile di vita e all’alimentazione; in effetti l’uso di cibi ricchi di carboidrati, cibi cotti e di ridotta consistenza, con minore quantità di fibre grezze, possiedono scarsa capacità di favorire i processi di autodifesa meccanica delle superfici del dente.

L’età in cui la carie è maggiormente diffusa è quella giovanile, è in questo periodo in cui i ragazzi devono effettuare le prime visite da un dentista; i denti decidui infatti presentano un minor spessore dello smalto dentale e una minore percentuale di fluoro. La dentatura permanente invece con il passare degli anni è sempre meno colpita dalla carie, grazie ad una progressiva apparizione di dentina secondaria e una maggiore mineralizzazione dei tessuti duri; Tuttavia è presente una fase di debolezza, il periodo dopo i cinquant’anni dove le carie tendono ad essere al colletto.

EZIOPATOGENESI ( le cause della carie)

Le teorie formulate fino ad oggi sull’eziopatogenesi sono innumerevoli; Attualmente è accertato che la causa primaria è rappresentata dai microorganismi del cavo orale, il meccanismo con sui tali microorganismi causano le lesioni è ancora oggetto di discussioni.

Le principali causa sono 5, ma la più importante è la Teoria acidogena di Miller, enunciata nel 1889 che ha come presupposto il processo di acidificazione della superficie dello smalto che costituirebbe il momento necessario e sufficiente per la demineralizzazione delle strutture calcificate.

Nella Teoria di Miller gli acidi hanno un’origine esogena o provengono dalla decomposizione di residui alimentari.

Oggi la teoria acidogena è stata modificata nella teoria chimico – parassitaria che riconosce gli stessi presupposti e ritiene che gli acidi responsabili della demineralizzazione siano prodotti dai batteri, i quali, partendo dai carboidrati introdotti con la dieta, produrrebbero in particolare acido lattico, citrico e  acido malico.

Quindi la presenza dei germi cariogeni è di carboidrati provoca un abbassamento del PH al di sotto di 5,5 (PH critico) con conseguente trasformazione della sostanza interfisiometrica dello smalto dallo stato di gel a quello di sali, in questo modo inizia la dissoluzione dello smalto e la penetrazione dei batteri nei tessuti duri del dente.

I microorganismi cariogeni hanno le seguenti proprietà:

– Attività acidogena: attraverso la fermentazione dei carboidrati dei quali si servono come fonte energetica;

– Contatto protratto con la superficie del dente per mezzo della placca;

– Azione favorevole l’accrescimento della placca attraverso la sintesi di sostanze adesive (polisaccaridi extracellurari).

– Adattabilità alle condizione anearobie, condizione indispensabile per la produzione di acido lattico).

Fra tutti i microorganismi isolati dalle lesioni quello che sembra avere il ruolo più importante è lo streptococco mutens, esso è acidogeno e il suo principale prodotto di  fermentazione è il lattato, quando si trova in presenza di glucosio.

CARIOGENICITA’ DELLA PLACCA

Con la diminuzione del PH i prodotti acidi possono agire sia nella parte inorganica dello smalto, provocando la demineralizzazione dello stesso e aumentando la solubilità dei sali di calcio e di fosforo, sia sulla matrice organica che contiene proteine solubili e bassi valori di PH. In questo modo si ha il passaggio a forme meno resistenti dello smalto, infatti l’idrossiepetite ( che è la forma inorganica stabile dello smalto) si trasforma in cristalli che contengono fosforo e calcio in proporzioni diverse.

Altro fattore importante è la perdita del potere di temperamento da parte della saliva, infatti la placca costituisce un ostacolo al contatto tra la saliva e la superficie del dente. Il potere tampone della saliva è dovuto alla presenza di sali di calcio e fosforo in essa contenuti.

Nella saliva è presente inoltre un sistema enzimatico inibitorio a carattere antiossidante.

Questi enzimi ritardano la formazione di acidi e la crescita di batteri anaerobi in grado di produrli. Il processo avviene attraverso la produzione di lipotiocianato, potente antiossidante derivato dal tiocianato, presente nella salita in forma di sali, in seguito all’azione di un enzima salivare; Grazie alla presenza di questo enzima la saliva ha un’azione anticariogena, poichè diminuisce l’acidità e la flora batterica.

ISTOPATOLOGIA DELLA CARIE

Carie dello smalto:

La carie dello smalto comincia come una macchi bianca, che secondariamente si colora di un pigmento giallastro-bruno o nero; solitamente si localizza in solchi e fessure, zone dove è difficile l’autodetersione. Il processo carioso presenta una progressiva decalcificazione dei prismi dello smalto, che si disgregano.

Con la decalcificazione dello smalto avviene la penetrazione in esso di batteri nell’elemento dentario. Questi batteri dapprima si localizzano nelle zone interfisiometriche e successivamente penetrano all’interno del prisma stesso.

Nella carie superficiale l’aspetto è quello di un cono col la base rivolta verso la superficie e l’apice in profondità; la superficie dello smalto appare ruvida per la progressiva decalcificiazione. Nelle carie insorgenti in corrispondenza di fessure, l’estensione tende in profondità e in lateralità. L’aspetto è quello di un cono con l’apice verso la superficie e la base verso la dentina.

Carie della dentina

Data la sua minore calcificazione la dentina va in genere più rapidamente incontro alla distruzione cariosa rispetto allo smalto. Procedendo dalla superficie in profondità, in corrispondenza di focolari cariosi si possono distinguere:

– Una zona di distribuzione della dentista, completamente decalcificata;

– Una zona in cui la dentina è in via di decalcificazione da parte dei germi che hanno invaso i tubuli denticolari.

– La zona della trasparenza per precipitazione di sali di calcio nei tubuli denticolari;

– La zona della dentina normale sottostante al focolare carioso.

Quando il processo carioso raggiunge lo strato di dentina secondario prodotto per reazione dalla polpa il suo decorso si rallenta.. Con particolari caratteri istologici si presenta la carie cronica della dentina, la quale si insedia generalmente in corrispondenza della superficie occlusale. In questo tipo di carie i canali denticolari contengono pochi germi annidati negli strati superficiali del tessuto denticolare.

CLINICA DELLA CARIE

Uno dei sintomi che richiama l’attenzione del paziente è il dolore, sintomo non costante. Il persistere del dolore a lingo e l’insorgenza di dolori spontanei infica che esiste un processo reattivi infiammatorio a carico della polpa (carie complicate).

Dal punto di vista anatomico – clinico si distinguono i seguenti tipi di carie:

– Carie superficiale: Interessa lo smalto o lo smalto e le zone superficiali della dentina;

– Carie Media: estesa più nella parte centrale della dentina;

– Carie profonda in vicinanza della polpa

– Carie profonda comunicante la cui cavità comunica con il cavo pulpare.

Le carie superficiali e medie sono in genere semplici, le carie profonde sono associate a processi infiammatori della polpa, comunemente dette puplpiti.

La carie profonda comunicante con l’esterno è si accompagna costantemente a reazioni infiammatorie della polpa.

Carie del Cemento

E’ una patologia preferenziale dell’età adulta, dopo i 40 anni, sempre connesso ad uno stato parodontopatico che abbia determinato una retrazione gengivale.

Interessa le radici scoperte, infatti la presenza di tartaro non determina la carie, essendo questo alcalino e non acido.

Si presentainvece quando ilcemento è ricoperto da placca e residui alimentari;

Si evidenzia come:
– Zone estremamente porose

– Alterazione a fascia

Le carie del cemento sono rapidamente evolutive, la complicanza pulpare è assai frequente.

TERAPIE DELLA CARIE

– Rimozione completa del tessuto carioso da parte del dentista

– preparazione di una razionale cavità ritenutiva , sempre a cura di un dentista

– Otturazione della cavità, sempre a cure di un dentista.

Nei casi in cui vi è l’interessamento del cavo pulpare con impegno inrreversibile dello stesso sarà d’elezione la terapia devitalizzante.

Per quanto riguarda i carboidrati, il saccarosio p tra i più cariogeni in assoluto,una volta penetrato nella cavità orale viene subito idrolizzato in glucosio e fruttosio dagli enzimi batterici, questi monocaccaridi vengono poi fermentati in acido lattico con acidificazione dell’ambiente; vengono inoltre utilizzati dai fermi anche per la sintetizzazione di alcuni polisaccaridi di fondamentale importanza per lo svolgersi della loro azione.

Eastcotl e Stallard nel 1973 hanno determinato tempi e modi di formazione della placca che differiscono dai precedenti studi in materia.

1-2 ore : i batteri cocchiformi vengono depositati dall’ambiente orale su di una pellicola sottile

3 ore: la superficie della placca è totalmente ricoperta da una pellicola amorfa.

5 ore: iniziano a formarsi microcolonie

6-12 ore: la pellicola amorfa che ricopre la placca si assottiglia e si deposita materiale granuloso e nuove pellicole.

24 ore: i batteri cocchiformi sono circa il 30%e compaiono i primi batteri bastoncelliformi.

48 ore: la superficie della placca è coperta da germi bastoncelliformi e filiformi.

E’ consigliabile che un paziente si rechi da un dentisti non appena inizia a sentire dolore ad un dente, per evitare che il dentista proceda con la devitalizzazione che corrisponde con l’uccisione del dente.

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