Le estrazioni dentali

Le estrazioni dentali si verificano solo ed esclusivamente quando tutte le altre cure dentistiche non sono più efficaci per la salvaguardia del dente, che deve essere estratto per evitare possibili infezioni gravi.

Ecco le situazioni che determinano l’estrazione di un dente:

-Quando il dente è causa di fenomeni infettivi gravi come ad esempio un’ascesso;

-Quando il dente mostra un granuloma apicale sul quale è impossibile intervenire chirurgicamente;

-Se sono presenti radici che non possono essere utilizzate nemmeno più come monconi e che quindi sono destinate a marcire.

Ci sono solo poche controindicazioni per l’estrazione di un dente, controindicazioni che il dentista vi spiegherà, e che comunque sono locali e temporanee.

Alcune delle controindicazioni locali sono Stomatiti e Gengiviti, entrambe infiammazioni del cavo orale, la prima delle mucose, la seconda delle gengive.

L’estrazione di un dente viene sempre fatta in anestesia locale e  più risultare molto semplice o estremamente complicata; tale complicazione talvolta si verifica quando il dente è spaccato in più parti o risulta particolarmente saldato all’osso.

La più classica delle complicazioni post-estrazione è l’emorragia, che si risolve in pochi minuti ricoprendo la zona emorragica con apposite bende.

Talvolta dopo l’estrazione vengono messi alcuni punti per facilitare la guarigione, assicuratevi di avere un appuntamento dopo circa una settimana per rimuoverli.

Ricordate che il dente estratto deve essere sostituito da una protesi, fissa o mobile, nel minor tempo possibile, poiché la mancanza di un’elemento dentale porta i denti vicini e i denti antagonisti (lo stesso dente ma dell’arcata opposta) a “migrare” ovvero a spostarsi per cercare di chiudere lo spazio tra loro sconvolgendo così l’equilibri masticatorio, con conseguente diminuzione dell’efficienza masticatoria e, col protrarsi del tempo potrà arrecare possibili danni all’articolazione temporo-mandibolare.

2 pensieri su “Le estrazioni dentali

  1. Bruno Faccini

    Spettabile Redazione, suggerirei di trattare anche la metodologia per la chiusura primaria del sito alveolare postestrattivo con innesti epitelio-connettivali liberi,al fine di garantire una migliore e piu’ rapida guarigione. Grazie Bruno Faccini

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